Ho sempre scalato in Val Masino e in Ticino, perché da Lecco erano le zone più comode: super accessibili e con una densità altissima di blocchi di livello, famosi e di qualità. Quindi, per anni mi sono concentrato lì, era il mio terreno naturale. Poi, un paio d’anni fa mi sono trasferito a Ginevra per raggiungere Siara, la mia compagna. È stata l’occasione perfetta per iniziare a esplorare una parte della Svizzera meno conosciuta, ma comunque ricca di storia e piena di passaggi interessanti. Per quanto riguarda questi blocchi, c’è stato un po’ più di lavoro di ricerca, diciamo. Non siamo nel classico Ticino “rinomato” dove apri la guida, guardi un video su YouTube e trovi subito il blocco. Qui ho dovuto mettermi in contatto con i local, conoscere le valli, creare relazioni più autentiche. E questo ha aggiunto un altro livello di profondità all’esperienza. Nel video si vede la salita di Radja, il primo 8B+ al mondo, liberato da Fred Nicole nel ’96. Per me è stata un’occasione unica: mettere le mani su un passaggio così storico. Anche se oggi, magari, non è il più duro in assoluto rispetto al grado, resta un pezzo di storia. È stato super interessante cercare di ripeterlo immaginandomi nei panni di Fred Nicole quasi 30 anni fa, con quella visione, quella intuizione. Guardare quella linea e pensare: “Ok, questa cosa è fattibile?”. È stato davvero stimolante. Oltre a Radja, ho visitato anche blocchi molto più isolati. Uno è Manhattan, in Canton Vallese: un sasso liberato da un local, in cima a una valle sperduta. Il blocco è bellissimo, la linea taglia in mezzo al muro, pulita, diretta. Una linea di qualità assoluta. La mia, credo, è stata la terza o quarta ripetizione: quindi nonostante la qualità, rimane ancora poco conosciuto. Poi c’è Fan Speed, a Chamonix. Un blocco davvero particolare: si trova proprio ai piedi del massiccio del Monte Bianco, su un granito super compatto e di qualità assurda. Il bello è che metà del blocco è levigato dal passaggio di un ghiacciaio antico, mentre l’altra metà è ruvida e aggressiva. Quindi ti ritrovi a scalare con una mano su roccia liscia e con l’altra su presa ruvida. Una sensazione unica. Anche qui, la mia è stata la terza salita in assoluto, dopo la prima e la seconda di Clem. E poi c’è Arzak, a Murgtal. Anche questo un blocco fighissimo, forse un po’ più conosciuto, con qualche ripetizione in più. Infine, ci sono state le mie prime salite di Minibar e Fumeria, in Val Masino. Le avevo scoperte con Max Piazza tempo fa. Sono sempre rimaste progetti estremi: non eravamo mai riusciti a risolvere nemmeno un singolo a metà. Dopo diverse stagioni di tentativi, ho capito che la chiave era un movimento dinamico, un lancio. E una volta trovato quel metodo, nel giro di poche sessioni sono riuscito a chiudere il blocco. È stato incredibile riuscire a firmare una prima salita così bella e regalare alla Val Masino un’altra linea eccezionale. Questo video raccoglie una serie di salite che ho fatto tra il 2023 e il 2024. Non c’è un vero filo conduttore, nessuna narrazione lineare — sono semplicemente dei blocchi che per me hanno avuto un significato speciale in quell’anno. È stato un periodo di scoperta, in cui ho sentito il bisogno di mettere le mani su linee un po’ più particolari: blocchi storici, come il primo 8B+ al mondo, ma anche progetti personali come la mia prima salita, che mi ha reso davvero orgoglioso. Ho deciso di chiamare il video Alps V14 perché tutti questi blocchi gravitano attorno allo stesso grado, più o meno, e sono sparsi lungo tutta la catena alpina. Ognuno rappresenta qualcosa di unico: un’avventura, un incontro, una sfida superata. Quindi ho raccolto i video di queste salite, li ho messi insieme, e ne è uscito questo piccolo viaggio personale tra alcuni dei blocchi che mi hanno lasciato il segno.
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