Le immagini scorrono veloci, la musica concitata. Il viso del ragazzo è illuminato dalla luce giallognola dello schermo. Sullo schermo si alternano i migliori boulderisti al mondo su passaggi destinati a diventare icone. Sarebbe bello essere come loro. Sarebbe bello avere un boulder così importante vicino a casa. Sarebbe bello scrivere una pagina del boulder italiano e, perché no, mondiale. Quel ragazzo davanti allo schermo ha continuato a scalare e sognare per anni, cercando la sua via tra le molteplici che l’arrampicata offre. Inizialmente si è orientato sulle gare.

Certo, la zona dove è nato non aiuta. Le palestre per riuscire ad interpretare al meglio le movenze dei problemi di gara moderni sono lontane e stare al passo con i tempi non è facile. Arrivano però le prime soddisfazioni, le prime finali di Coppa Italia. I primi podi. La prima volta in azzurro. I compagni di squadra, che a volte bastonano e a volte vengono bastonati, sono tutti d’accordo: sebbene quel ragazzo sia un garista d’eccellenza a livello italiano, altrove potrebbe primeggiare a livello internazionale. Ma allora… Dove? La roccia richiama a sé quel ragazzo. E se fosse proprio quella la via? Qualche boulder, qualche via, qualche FA. Il primo 8B, il primo 8B+, il primo 9a… Nel mentre, la folgorazione. Il boulder è la sua via.

I classici cadono uno dopo l’altro, fino ad un masterpiece che da solo vale una carriera: Gioia. Scovato a Varazze da Marco Bagnasco e liberato successivamente da Christian Core, Gioia è il primo 8C+ nella storia del boulder. Il suo mix di tacche minuscole e piedi sfuggenti è un fitting perfetto per lo stile di quel ragazzo, che entra definitivamente ed a gamba tesa tra i nomi hot dei grandi boulderisti. Elias Iagnemma non è più un ragazzo dietro lo schermo, è uno dei ragazzi sullo schermo. Da lì in poi (ma in realtà già da prima, solo che nessuno lo sapeva) Elias divide la sua attività in due tronchi, che corrono appaiati come binari di un treno. Da un lato viaggia in tutto il mondo per ripetere i passaggi di riferimento. Dall’altro, rimane fedele al suo sogno fanciullesco: trovare quel passaggio di riferimento vicino a casa.

La via sembra delinearsi con la riscoperta di un’area poco sviluppata. Negli anni ci son stati diversi climber che si sono avvicendati a Tintorale, ma il potenziale sembra tendere ad infinito. Se ci sono le linee facili, quasi sicuramente ci sono dei passaggi duri, ma anche molto duri, anche impossibili. Dopo le prime FA di alto livello, che aiutano Elias a capire non solo quanto il bosco possa dare, ma soprattutto di quanta cura abbia bisogno. La sua arenaria morbida è pronta ad accogliere gli scalatori, ma deve essere trattata coi guanti. Parallelamente, i viaggi continuano, specialmente verso la Lapponia. Proprio lì infatti, su un masso isolato e perfetto, si trova una delle linee più famose al mondo. Anni fa, Nalle Hukkataival iniziò a progettare questa linea che sembrava quasi impossibile da salite. Poche prese, pochi piedi, movimenti ampi… L’essenza più pura del bouldering. Quando ormai sembravano finiti i giochi, Nalle si liberò di ogni peso e percorse i pochi metri del Lappnor Project in una solitaria night session. Nacque così Burden of Dreams, il primo 9A della storia. In una notte simile, quando ormai i giochi sembravano finiti, Elias ripetè Burden of dreams, confermando il grado e diventando il primo italiano a salire un passaggio di quella difficoltà.

Tintorale continuava a crescere e già a fine 2023 aveva dato un frutto decisamente gustoso. Dopo il timore iniziale nel togliere il sottile velo di muschio che lo nascondeva, Elias riuscì ad interpretare le forme di questo elefante seduto. La prima salita arrivò dopo poco e il nome non poteva essere altro che Ganesh. Per questa divinità, che rimane oggi irripetuta, Elias propose il grado di 8C+. Intanto, quella prua infilata in un buco senza alberi ancora aspettava. Questo sasso concede davvero pochi appigli. La sua posizione poi lo rende vittima di una condizione difficile da trovare. Nella sua semplicità incarna perfettamente lo spirito del boulder estremo, una difficile equazione fatta di pochissimi valori estremamente difficili da far quagliare tra loro. In una giornata perfetta di gennaio 2025, Elias pubblica una foto che lo ritrae abbracciato al bordo, stremato da una lotta all’ultimo sangue, all’ultima speranza. Quando tutto sembra impossibile, la magia accade. Il sogno di quel ragazzo davanti allo schermo non si esprime più con un sarebbe bello. Ora è.

Gennaio 2025, Tintorale: Elias Iagnemma libera The Big Slamm, il primo 9A sul suolo italiano.

Articolo: Alessandro Palma
Video: Alessandro Rinaldi, Matteo Iommi
Grafica da collezione: Giulia Rotondo

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