Ormai, come da lunga tradizione, siamo al nostro secondo BrazzChristmas, ovvero un’iniziativa ridente, scanzonata, ma più seria di quel che può sembrare, in cui si festeggiano ricorrenze e ci si distende dalle tensioni accumulate nell’anno lavorativo.
Perché scanzonata?
Perché, fondamentalmente, è una vacanza e di mezzo ci sono delle feste che devono essere onorate. Quindi si vive insieme, si gioca, si cucina in autogestione, ci si organizza in comitiva e si cercano di lasciare indietro le velleità – spesso tossiche – di un mondo inutilmente iper-competitivo, specialmente sui fronti in cui la competizione (d’immagine, di follower e di inutilità varie) non dovrebbe essere necessaria.
Quindi sì, il BrazzChristmas è stato anche all’insegna del divertimento.
Perché “più seria di quel che può sembrare”?
Beh, semplicemente perché ci piace scalare outdoor e ci piace farlo bene. Questo significa spingere al massimo le nostre possibilità, ma anche investire nella valorizzazione di aree, iniziative, strutture e persone che, in qualche modo, rendono possibile la pratica di questa disciplina sportiva “borderline”

Primo BrazzChristmas
Nel primo BrazzChristmas questo era stato già evidente: ci siamo ritrovati nel Bosco di Scorace, guidati da quei fuori di testa di Scorace Boulder e ospitati da BnB Polvere di Stelle. Qui, oltre che aver goduto di giorni davvero belli (anche gastronomicamente parlando), abbiamo esplorato un settore in grande sviluppo, abbiamo affrontato grandi pulizie e (sorpresa!) è uscito fuori anche il primo 8b siciliano, “Microterapia”
Secondo BrazzChristmas
Quest’anno invece è toccato alla Sardegna, nella splendida Gallura, dove regnano incontrastati dei massi da antologia. Su questo granito – duro e abrasivo quanto affascinante – abbiamo goduto di giorni di sorpresa, scoperta e condivisione. Guidati dai Primitive Bouldering e in una vita comune permessa dall’autogestione dell’agriturismo La Cerra, abbiamo goduto di giorni magici di festa e di scalate intense.
Cosa ci rimane?
Molto difficile sintetizzare esperienze così diverse, vissute da persone così diverse, ma ci proviamo. Ci rimane principalmente la presa di consapevolezza che la comunità dei boulderisti e delle boulderiste è composta da individui molto diversi, che vivono il bouldering in maniera unica e complessa. C’è chi vive la scalata in maniera solitaria e chi si sposta solo in gruppo, chi si sveglia presto e chi va a dormire tardi, chi si scalda due ore e scala 5 minuti e chi fa il contrario. Quindi il confronto ci aiuta veramente a capire quanto sia bello lavorare, insieme, per gli obiettivi comuni, che sono quelli che devono tenerci saldi e uniti per garantire lo sviluppo e la sostenibilità di questo inusuale sport. Possiamo dire che la crescita di consapevolezza, la cultura, il dialogo e un sano divertimento, siano ingredienti indispensabili per poter godere della roccia più intensamente e più a lungo possibile? Brazz!
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